Per molte ragioni si può visitare il canturino: per girovagare nei boschi del Parco Brughiera o fra i colli brianzoli, per il gusto di scoprire vestigia di un leggendario passato (la basilica protoromanica di San Vincenzo a Galliano o i nobili palazzi di Anzano e Inverigo) e non ultimo per scoprire l’artigianato locale. Chi non ha mai sentito parlare dei merletti di Cantù o dei mobili brianzoli?

La lavorazione del merletto a fuselli introdotta nel 1500 è un’attività che caratterizza, anche se in modo circoscritto, il profilo artigianale della Brianza. Il Comitato per la promozione del Merletto è un punto di riferimento per conoscere da vicino la lavorazione a fuselli anche grazie all’organizzazione di una Biennale Internazionale dedicata al design, alle scuole e alla storia di questi manufatti.

E’ però la produzione artistica del mobile che caratterizza e dà impulso all’economia di questa parte della Lombardia. Iniziata nell’Ottocento, questa attività ricevette un notevole impulso con l’istituzione di una scuola d’arte per arredamento nel 1892, la prima del genere sorta in Italia, che ha forgiato autentiche dinastie di artisti. A poco più di cent’anni di distanza, la fama dei mobilieri canturini ha varcato i confini nazionali. Molte sono le esposizioni permanenti che richiamano interessati visitatori.

DISTANZE: da Como 15Km, da Milano 32 Km.

COLLEGAMENTI: bus da Como e dalle altre località della Brianza (www.asfautolinee.it); treni da Milano (www.trenitalia.it)

LEAVE A REPLY